sabato 1 febbraio 2014

Fu Manchu, the Orangutan

This guy is Fu Manchu (I am not sure he is really him), an orangutan who "would pull out a small piece of metal wiring that he kept hidden under his cheek throughout the day, and proceed to pick the door's lock!"

Apart from the debate about animal cognition (crafting and usin tools), dissimulation (keeping the tool hidden) and planning (waiting for the night to use the tool); I just want to say: respect!

You can find more information about this story at this article
http://www.mnn.com/earth-matters/animals/photos/hairy-houdinis-6-animal-escape-artists/fu-manchu-the-orangutan

And in this radiolab short episode
http://www.radiolab.org/story/91939-fu-manchu/
(Which is kind of update of the 1 hr episode Animal Minds, at this linkhttp://www.radiolab.org/story/91701-animal-minds/)

If you are interested in animal cognition, animal behavior, animal whatever, I strongly suggest you to listen to radiolab's podcasts. There is always something interesting.


sincerely

Antonio

venerdì 17 gennaio 2014

Coursera - How Things Work 1

On Coursera, a nice and simple physics course has just started.
It will explain and show basic classical mechanics concept using daily examples like skating, falling balls, ramps, seesaw, wheels, bumper cars.

You can test you classical mechanical knowledge by during the preliminary assignment (21 one multiple choice questions) and perhaps do it again after the course, to quantify the improvement.

Since I did 4 correct on 21, I will definitely attend the course. I Hope to see you there.

https://www.coursera.org/course/howthingswork1

lunedì 4 marzo 2013

Faccio parte del Movimento e Grillo non parla a mio nome

Non è che io sia un grande frequentatore del sito del Movimento 5 Stelle. Diciamo più che altro che qualche anno fa ho iniziato a leggere e seguire il meetup della mia città nonostante o forse propio perchè mi ero spostato atrove. Lo "frequentavo" sempre da esterno, non scettico, solo pigro, insicuro, preoccupato del non essere in grado di avere un'opinione imparziale sulle cose da discutere, sulle cose effettivamente in discussione.

C'erano tante persone interessanti, tanti commenti interessanti: c'era partecipazione ed entusiasmo. Poi arrivò il movimento regionale. Continuai a leggere, iniziai a condividere le proposte, spargendole un po' in giro, parlandone con amici, parenti, fidanzata varie e soprattutto su facebook, insomma fare proprio il minimo, la rivoluzione vista dagli occhi di un pigro insicuro che non vuole rinunciare ai privilegi della globalizzazione e del riscaldamento centralizzato. Certo potevo nascondermi dietro l'essere scettico, ma vi assicuro, avevo solo poca voglia e a mia difesa posso dire che ero torturato e disgustato dalla situazione politica italiana (ma chi non lo era? bhè a quanto pare non è di questo avviso almeno il 30% degli italiani, che mattacchioni).

Passò il tempo e fu il momento del movimento 5 stelle nazionale. Inizia a scrivere sul sito di riferimento, un pochino cercai anche di moderare le discussioni (sono sempre stato più bravo a rompere i coglioni che a proporre cose intelligenti). Mi resi subito conto che la piattaforma sulla quale scrivevo le mie idee e proposte si chiamava si movimento5stelle ma era sullo stesso server del sito di Grillo. Mi resi subito conto che il sito non era poi così "adatto" all'uso cui doveva servire.. i commenti si perdevano, la maggior parte degli interventi erano completamente inutili, non si capiva bene come venivano contati i voti; senza contare che la maggior parte delle volte che lo navigavo mi dava errori 404. Io non sono un complottista e non ho la puzza sotto al naso come certi amici miei che saluto tanto (ciao Pippo). Io sono più ingenuo, molti direbbero "babbo", nell'accezione siciliana del termine. Ci tengo a sottolineare questa cosa non tanto per manie di protagonismo, cioè si, anche quelle, ma principalmente per farvi capire quale fosse il mio stato mentale in quelle ore. Mi rendevo conto che lo strumento che speravo potesse cambiare il paese, il mondo, e perchènopersinocatanzaro, era in realtà un cesso, questa volta non solo nell'accezione siciliana del termine. Le persone che lo componevano, le idee che vi circolavano, la motivazione stessa per la quale era stato creato; erano tutti elementi perfettamente funzionanti (ok si, non perfettamente, ma comunque funzionavano bene). Ma la carrozzeria era tutta bucata dalla ruggine, era pesante, tagliente ed in quei rarissimi pezzi ancora intatti la vernice aveva proprio un colore di merda. Mi sentivo come un ragazzino di 14 anni costretto a giocare a calcetto con una lattina di cocacola schiacciata durante l'ora di ginnastica alle medie.

Decisi di indagare meglio. Quello che proprio non capivo era come fosse possibile scrivere un programma su una piattaforma messa così male. E con questo non riuscivo a capire la trafila che una eventuale proposta dovesse seguire per diventare parte del programma. Non capivo come fosse possibile tutto questo perchè di base, tutto questo, non mi sembrava possibile affatto.

Trovai qualche indizio (non senza una certa fatica, cui non attribuisco alcun valore ideologico, al contrario di come farebbe Pippo). La prima discussione che trovai era stata postata appena un mese prima dall'utente Riccardo Guerrera intitolata così: "Aiutiamo il Movimento 5 Stelle! Vogliamo una piattaforma di collaborazione Wiki" in cui il giovane militante spiega quali sono secondo lui le cose da migliorare al fine di migliorare la democrazia interna al Movimento. Non si limita a spiegarle, ma le argomenta pure. E siccome nel movimento c'è tanta gente che dice minchiate ma c'è molta più gente che si sbatte tanto, il nostro riccardo ha anche proposto delle soluzioni pratiche, utili e concretamente attuabili a questi problemi.

La prima cosa che chiedeva Riccardo nel suo intervento (che ha ricevuto 735 likes, ad oggi 4 marzo 2013) è una piattaforma decente sulla quale poter scrivere il programma. Lui proponeva diverse opzioni, ma si dice più convinto dalla possibilità di avere una piattaforma di collaborazione Wiki... Vi consiglio di ascoltare il suo intervento, non voglio riportare male le cose ed influenzare il vostro giudizio.

Dopo questo ho deciso di scrivere una proposta. Certo non potevo competere con la completezza di Riccardo, ma sarebbe stato pur sempre qualcosa. Una seconda goccia nel mare. Ho deciso però che, quantomenopropriova', avrei affrontato anche un secondo problema che a mio avviso causava il primo: la leadership del Movimento.

Scrissi quasi di getto una proposta chiamata "3 Proposte per fare un passo avanti" in cui fondamentalmente proponevo tre step da fare con una precisa successione, per rendere il movimento più indipendente dalla sua autoeletta ed autogestita leadership. Non che io abbia qualcosa contro Grillo. Alla fine è soprattutto merito suo se il movimento ha retto fino ad ora e ha raggiunto quel che ha raggiunto, lui ci ha messo la faccia, la reputazione ed un sacco di soldi, che da un genovese.. voglio dire! E' solo che lui doveva essere un garante. Ha rivestito benissimo il suo ruolo, ma e' ora di essere indipendenti; è questo ciò che ho pensato scrivendo la proposta.

Ad ogni modo il primo step sarebbe stato quello di eleggere un portavoce che colleghi il movimento dei cittadini al movimento dei parlamentari. In questo momento il nostro portavoce non c'è o se c'è non è stato eletto da nessuno, è solo la voce più autorevole del movimento. Ora se una voce autorevole parla a nome di un movimento intero senza che sia stata eletta democraticamente, diventa autoritaria "e noi questo non lo vogliamo, vero tesssoro?!".

La seconda proposta era quella di migrare. Di lasciare il server che ci stava gentilmente ospitando e creare una piattaforma (magari con liquidfeedback) in cui discutere e modificare il programma. Una piattaforma che fosse del Movimento e responsabilità del Movimento.

In terzo ed ultimo luogo viene la modifica del simbolo elettorale, attraverso la sostiuzione della scritta beppegrillo.it e l'introduzione del nuovo indirizzo appena creato.


Non è che la proposta abbia ricevuto particolari attenzioni, solo una manciata di likes e qualche commento. Però i giorni sono passati e niente è cambiato, anzi continuano ad arrivare dichiarazione molto importanti da parte di Grillo.

Non è questione di antipatia o di sfiducia. E' che il Movimento mi ha insegnato principalmente che non è che io mi debba fidare delle persone che eleggo. Non è che io mi debba fidare di un programma scritto, come se fosse un contratto. La delega stessa è una fiducia ed io non sono convinto che delegare sia ancora considerato cool. Io non delego nessuno, io non mi fido dell'eletto (nonostante Neo abbia dato prova diverse volte del suo valore nel king-fu), cioè mi fido ma fino ad un certo punto.

Io non è che non mi fidi di Grillo, è solo che una persona che non è stata eletta da nessuno, non dovrebbe prendere posizioni o rilasciare dichiarazioni politiche che influenzano direttamente la direzione politica di un movimento nazionale. Qui non è in discussione il valore delle sue affermazioni o strategie, la sua intelligenza o il suo spirito democratico. Che io pensi che lui abbia ragione o torto non giustifica che lui ricopra un ruolo per cui non è stato democraticamente eletto.

 E questo si applicherebbe a chiunque, anche se il capo del movimento fosse Richard Feynman.

Giusto per argomentare un po' come ho avuto questa originale, innovativa e assolutamente concreta idea di scrivere questo post. "Sarò io ad andare da Napolitano" mi è suonato profondamento sbagliato. Quindi ho sentito il bisogno di affermare che 'Faccio parte del Movimento e Grillo non parla a mio nome', invitando chiunque fosse d'accordo a chiedere ufficialmente a Grillo di farsi da parte. Oguno vale uno (?)

mercoledì 10 febbraio 2010

La carne halal alla COOP di Roma

Il fedelissimo ecoblog.it ha pubblicato un articolo molto interessante. Pare che alcuni animalisti abbiano dimostrato il proprio dissenso circa la decisione della COOP di Roma di mettere in vendita carne di bovini ottenuta tramite il metodo della recisione della giugulare e del dissanguamento. Tale decisione è stata presa per venire in contro ai numerosi clienti di religione islamica che in questo modo potrebbero accedere alla carne perchè ottenuta secondo metodica halal (cioè lecita per l'Islam) .

Un gruppo di soci animalisti ha minacciato di ritirare la propria sottoscrizione se tale carne non viene tolta dai banconi della COOP. Secondo gli animalisti infatti la recisione della giugulare ed il dissanguamento dell'animale, che spesso dura più di un ora, non è una pratica cruelty free e pertanto non rispetta l'animale, ma lo lascia agonizzare tra atroci sofferenze.
Il metodo più convenzionale in Europa, quello che impedisce agli islamici di mangiare la carne bovina, è il classico "colpo in testa" che (quasi sempre) garantisce una morte istantanea e senza dolore fisico per l'animale.

La COOP ha risposto rendendo noto ai clienti ed ai soci che ha chiesto che prima della macellazione gli animali vengano storditi, sottolineando che tale richiesta è stata avanzata per chiedere all'Imam, e così a tutta la comunità islamica che acquista ogni giorno alla COOP, di modellare il costume religioso al "rispetto dell'animale" di cui la COOP si è sempre interessata. L'Imam ha giudicato lo stordimento conforme alle pratiche islamiche.
Inoltre, precisa la COOP, tutto è supervisionato da veterinari competenti, nel pieno rispetto delle norme Europee sulla macellazione dei grandi animali.

C'è da dire che la pratica del dissanguamento effettivamente è impressionante e che il meccanismo industriale nonostante usi il colpo in testa resta ancora parecchio lontano dal concetto di cruelty free. Due questioni quindi si aprono a mio avviso:

  1. Siamo forse difronte ad una scelta tra integrazione e cruelty free?
  2. Il metodo del colpo in testa è veramente "Cruelty Free", esiste un altro metodo che potrebbe garantire al bovino un trattamento veramente rispettoso?

Il video allegato è molto cruento e consiglio la sua visione solo a chi ha davvero voglia di sapere come stanno le cose. Si vede la pistola, il coltello, la giugulare, la paura..

     Macellazione dei bovini     

lunedì 1 febbraio 2010

La verità è lì dentro

L'università degli studi di Pavia, collaborando con Demos (Fondazione Unipolis), ha realizzato l'ennesimo rapporto sulla Sicurezza in Italia. Il pdf è disponibile gratuitamente al seguente link (http://www.osservatorio.it/interna.php?section=analysis&m=v&pos=0&idsection=000130).

In questo lavoro Demos e UniPv hanno svolto due lavori paralleli. Demos si è occupata di ricostruire gli atteggiamenti dei cittadini circa la percezione della sicurezza; UniPv ha studiato la "notiziabilità" del tema sicurezza nei Tg di Mediaset e Rai, confrontandola per la prima volta ai Tg europei.

La Sicurezza percepita (Italia vs Europa)
  • Nel 2009 i fenomeni criminali sono percepiti in forte rallentamento rispetto al 2007 (dall'88% al 77%).
  • Si abbassano anche tutti gli indicatori circa il timore di essere coinvolti in eventuali reati (preoccupati per un furto in casa nel 2007 23%, 2009 16%; meno 7 punti per aggressione, rapina e scippi, tutti tra il 13% e 14%).
  • 8 su 10 ritengono opportuno intervenire con un incremento delle forze di polizia, sacrificando anche la propria privacy per l'ordine e la sicurezza.
  • Crescono anche le forme di insicurezza ambientali ed epidemiologiche, tornano la globalizzazione ed il terrorismo, resta stabile il senso di angoscia non ben giustificato
  • il 37% percepisce gli stranieri come un pericolo per l'ordine pubblico e per la sicurezza delle persone, il 35% come una minaccia per l'occupazione. In totale i fenomeni migratori preoccupano il 48% degli italiani e in larga parte sostengono il riconoscimento dei diritti di cittadinanza sociale e politica per gli immigrati regolari. Il 76% infatti riconosce loro il diritto di votare alle elezioni amministrative, l'81% il diritto ad avere accesso alle case popolari, il 96% l'accesso all'assistenza sanitaria.
  • Nei 27 paesi dell'Ue (Eurobarometro) l'attenzione e le preoccupazioni maggiori riguardano le questioni economiche. Più del 50% indica preoccupazione circa la disoccupazione.

La Sicurezza trasmessa (Italia vs Europa)
  • Non si rileva correlazione di nessun tipo tra andamento dei reati denunciati e notizia circa la criminalità. Esiste forte correlazione tra numero di notizie di reati e percezione della criminalità.
  • Nel periodo tra il 2007 ed il 2008 si è percepita una forte crescita delle notizie di reati, nonostante una loro leggera diminuzione. Nel 2009 si è ritornati alla normalità, cioè come nel 2005-2006, prima della "Bolla dell'insicurezza mediatica" che è coincisa con le elezioni nazionali
  • Dal secondo semestre del 2009 il legame tra criminalità ed immigrazione è sempre più debole, al contrario della fase 2007-2008
  • In ordine, danno molte notizie circa la criminalità il Tg1, (molto sopra gli altri), il Tg2 ed il Tg3 per la Rai. Per mediaset invece Tg5 e Studio Aperto spiegano gran parte della variabilità complessiva, scegliendo di dedicare molto tempo ai servizi sulla criminalità. Il Tg4 si distinge invece per avere una stabilità notevole. Tg5 e Tg1 per altro, sembrano essere molto correlati nell'andamento del numero di notizie.
  • Nei 3 anni analizzati (2007-2008-2009) la criminalità ha avuto sempre il primo posto, occupando in totale circa la metà delle notizie.
  • Altre insicurezze trasmesse sono l'economia, incidenti stradali e nuove guerre (2007), crisi economica (2008), pandemie ed influenza Ah1n1 (2009).
  • Nonostante disoccupazione ed insicurezza economica generino preoccupazioni sempre crescenti, nei Tg rivestono un ruolo sempre più marginale. Al contrario della criminalità invece che nella sua variabilità è indipendente dalla realtà e dalla percezione dei cittadini
  • Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, tra il 2008 ed il 2009, hanno alcune peculiarità non trascurabili. Prima tra tutte l'aver un numero di notizie sulla criminalità più basso soprattutto sulle reti pubbliche (il Tg1 doppia il Tg spagnolo e supera di 20 volte quello tedesco).
  • La "pagina" dedicata alla criminalità non costante, quella italiana ha almeno 2 notizie al giorno
  • Furti, rapine, incidenti stradali (criminalità comune) non compaiono nei Tg stranieri, in Italia invece occupano il 60% di tutta la pagina dedicata alla criminalità.
  • In Italia la criminalità ha una copertura che prosegue nei giorni e negli anni, negli altri paesi la copertura riguarda solo i giorni che coincide con l'evento criminoso.
L'analisi è stata svolta con un sondaggio CATI (Telefonico) tra il 2-12 novembre 2009 dalla società Demetra di Venezia supervisionate da Claudio Zilio, su un campione di 2600 persone rappresentativo della popolazione italiana per genere, età e zona geopolitica. La direzione della ricerca è a cura di Ilvo Diamanti, mentre Fabio Bordigon e Marina Di Pierdomenico hanno curato tutta la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati.
La "notiziabilità" invece è stata svolta da Antonio Nizzoli e Paola Berretta, attraverso una indicizzazione dei telegiornali con classificazione di ogni notizia di criminalità secondo le categorie usate nelle rilevazioni del Ministero degli Interni.
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