lunedì 1 febbraio 2010

La verità è lì dentro

L'università degli studi di Pavia, collaborando con Demos (Fondazione Unipolis), ha realizzato l'ennesimo rapporto sulla Sicurezza in Italia. Il pdf è disponibile gratuitamente al seguente link (http://www.osservatorio.it/interna.php?section=analysis&m=v&pos=0&idsection=000130).

In questo lavoro Demos e UniPv hanno svolto due lavori paralleli. Demos si è occupata di ricostruire gli atteggiamenti dei cittadini circa la percezione della sicurezza; UniPv ha studiato la "notiziabilità" del tema sicurezza nei Tg di Mediaset e Rai, confrontandola per la prima volta ai Tg europei.

La Sicurezza percepita (Italia vs Europa)
  • Nel 2009 i fenomeni criminali sono percepiti in forte rallentamento rispetto al 2007 (dall'88% al 77%).
  • Si abbassano anche tutti gli indicatori circa il timore di essere coinvolti in eventuali reati (preoccupati per un furto in casa nel 2007 23%, 2009 16%; meno 7 punti per aggressione, rapina e scippi, tutti tra il 13% e 14%).
  • 8 su 10 ritengono opportuno intervenire con un incremento delle forze di polizia, sacrificando anche la propria privacy per l'ordine e la sicurezza.
  • Crescono anche le forme di insicurezza ambientali ed epidemiologiche, tornano la globalizzazione ed il terrorismo, resta stabile il senso di angoscia non ben giustificato
  • il 37% percepisce gli stranieri come un pericolo per l'ordine pubblico e per la sicurezza delle persone, il 35% come una minaccia per l'occupazione. In totale i fenomeni migratori preoccupano il 48% degli italiani e in larga parte sostengono il riconoscimento dei diritti di cittadinanza sociale e politica per gli immigrati regolari. Il 76% infatti riconosce loro il diritto di votare alle elezioni amministrative, l'81% il diritto ad avere accesso alle case popolari, il 96% l'accesso all'assistenza sanitaria.
  • Nei 27 paesi dell'Ue (Eurobarometro) l'attenzione e le preoccupazioni maggiori riguardano le questioni economiche. Più del 50% indica preoccupazione circa la disoccupazione.

La Sicurezza trasmessa (Italia vs Europa)
  • Non si rileva correlazione di nessun tipo tra andamento dei reati denunciati e notizia circa la criminalità. Esiste forte correlazione tra numero di notizie di reati e percezione della criminalità.
  • Nel periodo tra il 2007 ed il 2008 si è percepita una forte crescita delle notizie di reati, nonostante una loro leggera diminuzione. Nel 2009 si è ritornati alla normalità, cioè come nel 2005-2006, prima della "Bolla dell'insicurezza mediatica" che è coincisa con le elezioni nazionali
  • Dal secondo semestre del 2009 il legame tra criminalità ed immigrazione è sempre più debole, al contrario della fase 2007-2008
  • In ordine, danno molte notizie circa la criminalità il Tg1, (molto sopra gli altri), il Tg2 ed il Tg3 per la Rai. Per mediaset invece Tg5 e Studio Aperto spiegano gran parte della variabilità complessiva, scegliendo di dedicare molto tempo ai servizi sulla criminalità. Il Tg4 si distinge invece per avere una stabilità notevole. Tg5 e Tg1 per altro, sembrano essere molto correlati nell'andamento del numero di notizie.
  • Nei 3 anni analizzati (2007-2008-2009) la criminalità ha avuto sempre il primo posto, occupando in totale circa la metà delle notizie.
  • Altre insicurezze trasmesse sono l'economia, incidenti stradali e nuove guerre (2007), crisi economica (2008), pandemie ed influenza Ah1n1 (2009).
  • Nonostante disoccupazione ed insicurezza economica generino preoccupazioni sempre crescenti, nei Tg rivestono un ruolo sempre più marginale. Al contrario della criminalità invece che nella sua variabilità è indipendente dalla realtà e dalla percezione dei cittadini
  • Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, tra il 2008 ed il 2009, hanno alcune peculiarità non trascurabili. Prima tra tutte l'aver un numero di notizie sulla criminalità più basso soprattutto sulle reti pubbliche (il Tg1 doppia il Tg spagnolo e supera di 20 volte quello tedesco).
  • La "pagina" dedicata alla criminalità non costante, quella italiana ha almeno 2 notizie al giorno
  • Furti, rapine, incidenti stradali (criminalità comune) non compaiono nei Tg stranieri, in Italia invece occupano il 60% di tutta la pagina dedicata alla criminalità.
  • In Italia la criminalità ha una copertura che prosegue nei giorni e negli anni, negli altri paesi la copertura riguarda solo i giorni che coincide con l'evento criminoso.
L'analisi è stata svolta con un sondaggio CATI (Telefonico) tra il 2-12 novembre 2009 dalla società Demetra di Venezia supervisionate da Claudio Zilio, su un campione di 2600 persone rappresentativo della popolazione italiana per genere, età e zona geopolitica. La direzione della ricerca è a cura di Ilvo Diamanti, mentre Fabio Bordigon e Marina Di Pierdomenico hanno curato tutta la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati.
La "notiziabilità" invece è stata svolta da Antonio Nizzoli e Paola Berretta, attraverso una indicizzazione dei telegiornali con classificazione di ogni notizia di criminalità secondo le categorie usate nelle rilevazioni del Ministero degli Interni.
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